Le consegne a domicilio ai tempi del Coronavirus

Con l’emergenza sanitaria ricevere spesa, cibo, farmaci e beni di prima necessità a casa è diventato fondamentale, visto che limitare al minimo gli spostamenti e le possibilità di contagio è ormai un imperativo. Molte realtà si stanno organizzando: dai servizi di food delivery dei ristoranti con consegna senza contatto, alle piattaforme, ai negozi di vicinato, fino agli agricoltori dei mercati.

A fronte di questo bisogno, al quale anche la grande distribuzione più strutturata fatica a dare risposte in tempi brevi, molte realtà si stanno organizzando: dai servizi di food delivery dei ristoranti con consegna senza contatto, agli agricoltori dei mercati, degli agriturismi e delle fattorie che portano i loro prodotti direttamente a domicilio, fino a piattaforme che consentono di trovare e mettersi in contatto con i negozi della propria zona e di ordinare la spesa. E c’è l’app con cui i consumatori possono visualizzare ristoranti e alimentari che possono consegnare piatti e prodotti compatibili con le proprie intolleranze o allergie.
I servizi di food delivery. Il mondo del food delivery si sta organizzando per consegnare il cibo dai ristoranti con modalità in cui si evita il contatto in modo da minimizzare il rischio di contagio. È il caso di Domino’s Pizza che già da qualche settimana ha attivato una modalità per cui, dopo aver ordinato la pizza online sul sito o con l’app, si può richiedere il servizio Contactless Delivery, specificando se si preferisce la consegna alla porta o all’androne d’ingresso. Rispetto alla consegna tradizionale, il driver appoggia i prodotti sullo scooter, se si sceglie la consegna all’androne, o davanti alla porta di casa al piano, si allontana e il cliente può ritirare il pasto.

Anche Deliveroo ha lanciato una nuova funzionalità, che consente di scegliere la consegna senza contatto quando si effettua l’ordine dall’app e dal sito web dell’azienda: i rider sono in grado di vedere quando un cliente ha selezionato questa opzione nelle note di consegna e al loro arrivo posizionano la borsa termica aperta per terra fuori dalla porta, fanno un passo indietro di almeno un metro e attendono che il cliente prenda il cibo.

Per evitare qualunque contatto in fase di consegna anche Just Eat ha attivato, per tutti gli ordini pagati con carta di credito o PayPal, la modalità di consegna contactless, che prevede la consegna del cibo mantenendo la distanza interpersonale di almeno un metro e senza contatti diretti; inoltre è in corso la distribuzione di mascherine e guanti a tutti i rider che consegnano con Just Eat. Oltre a ciò, insieme ad alcuni ristoranti partner, sono state avviate consegne a domicilio solidali presso gli ospedali di Milano che verranno estese successivamente in altre città.

Poi c’è TheFork, app per le prenotazioni online nei ristoranti, che ha annunciato che per tutto il periodo dell’emergenza da Covid-19 ha attivato sulla sua app e sul suo sito la possibilità per i clienti di ordinare direttamente al ristorante e ricevere il cibo a domicilio, in collaborazione con Fipe-Federazione Italiana Pubblici Esercizi. Il servizio è offerto gratuitamente ai ristoranti partner della piattaforma: a occuparsi della consegna sono direttamente i ristoratori, ma tramite l’app e il sito di TheFork i clienti potranno individuare e contattare telefonicamente chi offre questa possibilità. Gli utenti, infatti, possono cercare i ristoranti che offrono la consegna attraverso il filtro o il banner in homepage dedicati che li indirizzano direttamente alla selezione dei locali dotati del servizio; una volta identificato il ristorante, è possibile contattarlo cliccando sul tasto «chiama» all’interno della scheda. I prodotti del contadino arrivano a casa. Secondo l’indagine Coldiretti/Ixe’ la grande maggioranza degli italiani (61%) in questo periodo si reca in mercati, supermercati e discount non più di una volta alla settimana. Per venire incontro a queste nuove esigenze gli agricoltori dei mercati, degli agriturismi e delle fattorie di Campagna Amica (progetto promosso da Coldiretti a sostegno dell’agricoltura italiana nei tre ambiti principali della vendita diretta, del turismo, e dell’ecosostenibilità) hanno attivato servizi di consegna a domicilio, con l’obiettivo di garantire, soprattutto alle fasce più deboli della popolazione a partire dagli anziani e dai malati, la spesa alimentare settimanale direttamente dai contadini con prodotti freschi.

Per fare qualche esempio a Roma nel mercato al Circo Massimo è attivo il servizio a domicilio con il «Pacco salva dispensa» con la consegna della spesa contadina a casa chiamando alcuni numeri di telefono da mercoledì a giovedì dalle 10 alle 14 con consegna da venerdì pomeriggio a sabato sera e da domenica a lunedì dalle 10 alle 14 con consegna martedì e mercoledì. Ci sono due opzioni a disposizione: la prima è un pacco standard da 30 euro con passata pomodoro, uova, latte fresco, pollo, pane, frutta e verdura, farina, legumi, pasta, formaggio primo sale e carne di bovino; la seconda è un pacco di frutta e verdura da 15 euro con arance, mele, kiwi, carciofi, bieta, cavoli, carote e in omaggio un mazzetto di odori. Vengono a casa anche i contadini del mercato di Porta Romana a Milano, con pacchi da 30 e da 40 euro con scorte alimentari che vanno dall’ortofrutta al pane passando per i latticini, la pasta e le uova, tra le altre cose. La spesa contadina a domicilio è disponibile anche a Napoli, dove ci si è attrezzati anche con punti di raccolta dove i cittadini potranno ritirare il pacco ordinato al telefono. In Valle d’Aosta arrivano a casa vari prodotti, dalla carne al vino, dai salumi ai formaggi tipici come la fontina, oltre a marmellate, conserve, miele, yogurt e latte.

Anche Cia – Agricoltori Italiani, organizzazione agricola con oltre 900 mila iscritti, sta mettendo in campo delle iniziative su questo fronte: il sito www.iprodottidalcampoallatavola.cia.it consente di individuare la regione d’interesse, l’azienda più vicina e scegliere le materie prime di stagione o i prodotti, che gli agricoltori consegnano presso l’abitazione nel pieno rispetto delle norme igienico-sanitarie previste dal governo per contenere la diffusione del coronavirus.

Soluzioni per la spesa a domicilio. Sono diverse le soluzioni che si stanno diffondendo per permettere alle persone di ricevere la spesa o i farmaci o comunque beni di necessità, senza muoversi da casa.

Per esempio è stato appena lanciato www.iorestoacasa.delivery, un portale per mettere in contatto le persone che in questo momento di emergenza sanitaria sono costrette a restare tra le mura domestiche con i negozi di vicinato, che in molti casi sono disponibili a portare a casa di chi non può uscire il necessario.

Per usare il servizio occorre registrarsi, gratuitamente, ed è possibile fare una ricerca per codice di avviamento postale e scoprire facilmente tutte le opportunità offerte dai punti vendita vicini. Ogni negoziante inserisce la sua tipologia merceologica, la propria sede e un recapito telefonico e il contatto tra domanda e offerta è lasciato interamente agli utilizzatori del portale. Un’altra iniziativa è partita da Roma con Wetaxi Delivery per spedire e consegnare merci in città tramite il taxi. Per far fronte all’emergenza Covid-19 e diminuire gli spostamenti delle persone ma assicurare quello delle merci, Wetaxi (piattaforma digitale per il taxi a tariffa massima garantita) ha infatti attivato un servizio di Delivery che consente di consegnare via taxi spesa, oggetti, beni di necessità, farmaci, in collaborazione con la cooperativa romana Samarcanda06.5551, dando la possibilità di chiamare e pagare direttamente via app la consegna e il ritiro dei pacchi.

MyCIA (http://www.cartaidentitalimentare.com/scarica-app/) è l’app tutta italiana scaricabile gratuitamente che permette di visualizzare i menù filtrati e preordinati in base allo stile alimentare di ognuno e capire quindi rapidamente quale ristorante o quale esercente contattare per ordinare il proprio piatto o alimento preferito. Si può indicare per esempio se si vuole mangiare con pochi grassi, pochi zuccheri o poco sale fino ad arrivare a intolleranze e allergie.

L’utente visualizza in sostanza i ristoranti e gli alimentari che possono consegnare piatti e i prodotti compatibili con la propria Carta d’identità alimentare, documento digitale in cui gli utenti registrano le loro esigenze, ideato dall’imprenditore Pietro Ruffoni, ceo HealthyFood. La gratuità dell’iniziativa è estesa, visto il periodo di crisi, anche agli esercenti: attraverso il delivery intelligente (https://www.cartaidentitalimentare.com/delivery/) possono dare la massima visibilità al servizio di consegna a domicilio che attuano, sia in termini di ristorazione sia di generi alimentari ordinabili, pubblicando i menù o le liste prodotti dedicati all’asporto, visualizzabili anche tramite whatsapp.